— Disc Appunti

— Disc Appunti

 

SAD EYED LADY OF THE LOWLANDS

Bob Dylan

Era il febbraio del 1966 e Bob Dylan si trovava in studio a lavorare a quello che sarebbe stato il primo album doppio della storia del rock.

Meglio, a quello che sarebbe stato il primo album di 3 facciate più una canzone, della storia del rock.

Già, perché il secondo lato del disco 2 fu interamente occupato da un solo brano, un flusso di coscienza per voce, chitarra armonica e musicisti portati allo sfinimento e, si racconta, all'oscuro di quando (e se mai) la canzone sarebbe terminata.

Undici minuti e rotti di un ritratto posato una pennellata alla volta, una strofa sull'altra senza che la figura in posa possa alzarsi per una boccata d'aria, una sigaretta, nel gelido inverno che per intero si riversa sulla copertina, lunghissima anch'essa, dell'album.

"Sad Eyed Lady of the Lowlands", insomma.

Una dichiarazione di assoluta devozione, di totale abbandono:

"And your eyes like smoke and your prayers like rhymes"
"And your silver cross and your voice like chimes"

che culmina ad ogni (finto, per oltre dieci minuti) finale di canzone nell'adorante:

"Should I put them by your gate, or sad-eyed lady, should I wait?"

Se si ascolta con un po' di attenzione (e con il senno del poi di 50 anni di articoli libri e video su Dylan, si capisce) si avverte davvero come gli strumenti ad ogni fine strofa vadano in crescendo sembrando dirsi qualcosa come “dai, è l'ultima, questa” mentre l'ultima sembra al contrario non arrivare mai.

Arriva, invece, arriva, la fine: della musica, della facciata, del disco. E della coppia, 10 anni più tardi. Che finisce come era cominciata: con una canzone: “Sarah”, 1976, dove Dylan arriva a citare se stesso svelando quel che da tempo era peraltro chiaro a tutti circa la destinataria del brano del '66.

"Stayin' up for days in the Chelsea Hotel,"
"Writin' Sad-Eyed Lady of the Lowlands for you"

Ma il primo era il Dylan del '66, in assoluto stato di grazia. Poteva permettersi di tenere all'oscuro i suoi musicisti circa la durata di un brano. Avrebbe potuto, chissà, farli vestire da clown e dire loro di improvvisare il crescendo più verticale che avessero mai immaginato. E invece no. Perché è in uno dei tanti altrove della storia della musica popolare che sarebbe accaduto anche questo.


SoWhat Records | Music Store Torino